Cronache di un vaccino

Jo mentre vengo vaccinato

Breve post, amiche ed amici, per aggiornarvi sulla personale esperienza di vaccinato anti-covid.

Chi sono

Chi mi segue già sa, ma un pó di outing non guasta. Residente nella regione Lazio, ho avuto la possibilità di prenotare il vaccino anti covid da mercoledì 17 marzo perchè cieco assoluto, codice d’esenzione c05. Dopo un pó di fibrillazione nelle prime ore del mattino, a metà giornata del 17 sono stato tra i primi, tant’è che la prima dose mi è stata prenota per oggi 20 marzo.

Il vaccino

Rientrando nella categoria delle persone vulnerabili, nonostante i miei 41 anni portati non benissimo, mi è stata assegnata la possibilità di vaccinarmi con il primo e più sicuro, il vaccino americano di Pfizer. Come potete vedere dalla fotografia di corredo all’articolo, la fiala al momento della somministrazione era stata appena aperta. Nella postazione di Santa Maria della pietà di Roma, centro vaccinale nella parte settentrionale della capitale, le postazioni erano varie. Ma le operazioni scorrevano anche con una certa fluidità. Al momento della somministrazione zero sensazioni. Zero dolore. Zero conseguenze, almeno fino ad ora, poche ore dopo l’iniezione.

Perchè vaccinarmi

A questo punto viene la parte più interessante… Perché vaccinarmi? Bene, molto semplice. Anche se le motivazioni sono varie. Prima di tutto, come non vedente, usando molto le mani sono esposto più facilmente ai contagi.per quanto attenzione io possa mettere, resta il fatto che il mondo lo scopro piuttosto che lo evito con le mani, automaticamente aumenta la possibilità di entrare in contatto con superfici contaminate. In secondo luogo, sono anche una persona ipertesa. Sulla pericolosità di questo virus negli effetti riferiti alla salute cardiovascolare tanto si è detto in terzo luogo, ma non per ultimo, ho deciso di vaccinarmi appena possibile per tutelare le persone attorno a me, compresa mia moglie (anche lei vaccinata oggi) perché asmatica; ma penso anche alla possibilità di tornare in Puglia, Mia regione di origine, Per fare visita ai miei anziani genitori malati, Che tra una cosa e l’altra non li vedo da quasi due anni. Metteteci che da più di tre anni non incontriamo amiche ed amici con gravi malattie autoimmuni, il quadro delle motivazioni e completo. Per concludere vi aggiornerò fino alla completa immunizzazione con cadenza settimanale, salvo, ovviamente spero di no, imprevisti…

Comunque, il tweet seguente riassume il mio stato d’animo! ☺️😉

Nella prossima puntata di Accesso Totale: tra il valore del Braille e l’evoluzione nella cura

Manifesto per il rispetto dei pedoni ciechi

“I grandi musicisti quando suonano chiudono gli occhi per sentire la musica più intensamente”.

Questa citazione di apertura è tratta dal film Rosso come il Cielo, che racconta un’esperienza da me vissuta in prima persona, ossia la frequenza di un istituto per ciechi.

L’esperienza che mi ha visto coinvolto tra il 1986 e il 1999 (tutto il ciclo di studi dalle elementari al diploma – con poche interruzioni -), mi ha lasciato tanto, come spiego in questo audio

Il mio intervento durante il seminario “In questo Marasma” di Psichiatria Democratica

intervento nel seminario online In questo Marasma svolto il 30 gennaio 2021 ed organizzato da Psichiatria Democratica

dove sottolineavo il percorso di mutazione di certi istituti, rifuggendo dalla natura ghettizzante di quel modello, messo in discussione già dagli anni Settanta.

Nella permanenza negli istituti (Antonacci di Lecce e Martuscelli di Napoli), tra le cose che posso ricondurre alla parte positiva dell’esperienza, ho avuto di apprendere ed apprezare fino in fondo il Codice Braille, del quale parlo diffusamente Qui .

Partendo dal 21 febbraio, Giornata Nazionale del codice braille, istituita con unapposita Legge del Parlamento , con la redazione di Accesso totale , trasmissione mensile dedicata alle disabilità in tutti i suoi aspetti di Radio32, si è condivisa l’idea di dedicare uno spazio alla disabilità visiva, ma sotto un aspetto del tutto peculiare, riferito alla parte attiva e riabilitativa che ruota attorno al mondo delle minorazioni visive. Siamo partiti dal raccontar il Sant’Alessio, Storica istituzione romana, oggi tra le poche ad aver raccolto le sfide del nuovo millennio, affrontando con una visione globale l’abilitazione, la riabilitazione, la cura e l’inclusione dei ciechi e degli ipovedenti.

L’Azienda di Servizi alla Persona disabile della vista Sant’Alessio – Margherita di Savoia – oggi presente nel quartiere di Tor Marancia (Roma) -, si è infatti evoluta nel tempo; sin dalla seconda metà dell’ottocento assiste i ciechi e gli ipovedenti, anche con minorazioni aggiuntive attraverso interventi abilitativi, ri-abilitativi ed educativi, che oggi presentano un elevato grado di innovazione, rappresentando una frontiera anche culturale.

L’ASP Sant’Alessio, organismo come già detto in evoluzione, oggi si è dotata di un CDA, presieduto da Amedeo Pivaa, conservando in deroga il vecchio Direttore Generale in carica sin dal 2014 ad Antonio Organtini , promotore ed artefice di questa trasformazione. avvocato romano e portatore di una storia personale che ha dell’incredibile; sentiremo Organtini in diretta durante la puntata di Accesso Totale del

L’attenzione della redazione di accesso totale, date queste coincidenze, si è concentrata su quest’ente e sulla figura di Antonio Organtini per restituire alla cittadinanza un feed-back sulla presenza di un ente qualificato, 25 febbraio 2021 a partire dalle 20:30.25 febbraio 2021 a partire dalle 20:30.che cerca di riggettare ogni pregiudizio , preparando la società e i ciechi a relazionarsi nel migliore dei modi. Una funzione positiva per stimolare una reazione attiva del disabile della vista.

Locandina

Vi aspetto giovedì 25 febbraio 2021, dalle ore 20:30 su Radio32, dove potrete riascoltare la puntata anche in modalità podcast.

Per riascoltare i contributi potete cliccare di seguito

Ad Occhi chiusi, puntata del 25 febbraio 2021 di Accesso Totale, trasmissione mensile di radio32.net

la radio che ascolta!

Logo radio32

Nella pagina dedicata alle Realtà amiche è comparsa una nuova sezione, dedicata ai Media, da intendersi sia come mezzi di comunicazione, ma trattando la comunicazione in varie forme, riguarderà principalmente i progetti specifici della comunicazione che seguo direttamente.

Il primo collegamento indicato è quello con Radio32 una webradio di comunità. Si tratta di un progetto che mi ha entusiasmato sin da subito, soprattutto per la forza che racchiude in sé, ovvero quella della prospettiva. La prospettiva intima, quella del riscatto, dell’opportunità, della possibilità. La prospettiva estrinseca, ovvero quella della condivisione, di azione dal basso.

Radio32.net è anche parte della rete del Disability Pride Network quindi giocoforza le argomentazioni e gli stimoli sono una eco che riporta sempre le stesse parole, quelle per le quali tutti noi, ogni singolo progetto di quel network, compreso quello che supporta Radio32, assume come proprio fondamento: dignità, consapevolezza e opportunità.

Per la radio sono da dicembre 2020 già redattore, e ringrazio Daniele Lauri e gli altri per l’accoglienza, umile voce del gruppo di Accesso Totale, che nasce da un blog rilanciato anche da Opposte Visioni, curato da Cristian, redattore anch’egli del format radiofonico. Nella sezione I miei podcast sotto la voce collaborazioni, troverete tutti i collegamenti dove ho collaborato direttamente, per un feedback iniziale con Accesso Totale e tutto il palinsesto.

D’accordo con l’associazione Ipse Lab, ambito in cui nasce il progetto della radio, e assieme a Sonia di CucinabiliVisioni, la cucina in tutti i sensi stiamo per intraprendere un nuovo percorso, proponendoci come redattori per una nuova trasmissione ispirata dai nostri rispettivi blog, in partenza da febbraio 2021, e sulla quale vi informeremo con specifico post.

Se volete conoscere meglio il progetto della radio di comunità potete leggere questo documento, dove vi sono anche indicazioni per sostenere il progetto.

Che dire quindi? A risentirci sulle onde web di radio32!

La radio che ascolta!

A proposito del 30 dicembre scorso…

Noi che attteraversiamo

Avviso ai lettori

Questo post è stato redatto il 21 gennaio 2021, prima del contatto avuto con Veronica Altimari, giornalista di Roma Today per un approfondimento sui fatti del 30 dicembre 2020. Nel paragrafo “Follow up” di questo contributo, posto alla fine, potete vedere la video intervista curata dalla giornalista.

Premessa

Può capitare nel corso di un’esistenza di calcare il proscenio da protagonisti. A volte ciò succede malgrado la propria volontà e non sempre per motivi piacevoli. Quello che a noi è capitato il 30 dicembre scorso è uno di quegli eventi che ci saremmo tranquillamente evitati, soprattutto per lo stato di tensione che ne è derivato e che ora, lentamente, va riassorbendosi.

A distanza di più di tre settimane da quel fatto di cronaca, alla luce di alcuni “rumors”, ci sentiamo di dover approfondire e precisare alcuni aspetti conseguenti a quella vicenda.

No alla violenza

In primo luogo, come Sonia già ha specificato, prendiamo la massima distanza da commenti giustizialisti alla casereccia. La violenza da tastiera è un sentimento facile da far emergere, ma non ci appartiene, anzi riteniamo essere il substrato in cui cresce la violenza che poi esce dal virtuale e si riversa nelle nostre città e strade, provocando di conseguenza fatti come quello a noi occorso. Rivoltarsi ad un’ingiustizia con violenza non porta mai alla giustizia, ma ad ulteriore iniquità.

Vedere il dito…

In secondo luogo una precisazione su un aspetto, ruomors molto fastidioso percepito qui e li. I concetti di cecità e ipovisione, per l’italiano medio (alimentato dalle veline di tribunali e GDF, da certa stampa e da un sentimento giustizialista diffuso) sono intesi come estremi. Il Polo Nazionale di riabilitazione visiva, articolazione italiana della fondazione dell’OMS che si occupa di cecità e ipovisione, spiega Qui Bene questa distinzione. Sarebbe utile che le persone si documentassero e gli organi di stampa approfondissero, perché non è la prima volta che entrambi sollecitiamo i media su quest’aspetto. Denotare che una persona sappia usare il telefono giusto per fare un lancio da TG regionale per dire che è stata sospesa una pensione di invalidità è becera propaganda, come chi rimprovera a me o Sonia di aver dato indicazioni precise sulla dinamica dell’aggressione. Su quest’aspetto vorremmo precisare la più grossa delle banalità, ovvero che noialtri si è sviluppati altri sensi, non si patisce solo per quello che manca. Per quel poco che conta, qui nessuno si deve giustificare di un “motu manu” o di un residuo visivo inferiore al ventesimo di vista, oltretutto da un solo occhio. Vedere ombre, percepire delle sagome, distinguere al sole qualche colore e usare un video ingranditore per comprendere una scritta non vuol dire vederci. Il problema, cari detrattori malpensanti all’italiana, è che ci stavano mettendo sotto per una mancata precedenza ai pedoni, e peggio ancora pedoni ciechi, maggiormente tutelati dal codice della strada, oltre ad un’aggressione ad una donna (percepita come elemento perennemente debole della società), non quanto ci vede Alessandro, se Sonia ha percepito tre o quattro persone attorno, o cosa. Altrimenti, come sostiene sempre Sonia, “datemi la patente di guida, se non vi sta bene che riesco a non farmi mettere sotto per un residuo minimo di ombre”. Alessandro sostiene invece da tempo che “le persone disabili spesso sono migliori dei presunti “normodotati”, perchè affinano maggiori capacità di adattamento alle vicende della vita, anche quotidiana, dimostrando maggiore resilienza all’esistere, altro che soggetti deboli”. Che sia chiaro. Nel link sopra segnalato approfondite prima di riversare le vostre frustrazioni su una tastiera, ignoranti.

Noi con le istituzioni

Strumentalizzati…

Il terzo punto verte su quanto o meno siamo stati strumentalizzati. Bene, questo è l’aspetto più succoso, dal nostro punto di vista. Nessuno ci ha manipolati, anzi, forse si può dire che siamo stati efficaci noi nel suscitare un dibattito. Che l’Unione Italiana dei Ciechi abbia preso posizioni è più che naturale, perché di questi fatti in Italia ne succedono spesso ed è ovvio che l’organizzazione di difesa dei diritti e che monitora la loro mancata applicazione sui disabili della vista si sia mossa. A livello Nazionale come a livello locale.

Inoltre noi abbiamo parlato con le istituzioni, non con questo o quel politico di questo o quel partito. Se le istituzioni si sono esposte per un tornaconto di visibilità politica ad opera di amministratori attenti all’immagine più che alla gestione del territorio, tipico della bassa politicuccia, è un problema che non ci riguarda, lo vedremo come tutti, misurandolo con la qualità delle strade, dei marciapiede e degli attraversamenti. Ma che le istituzioni si siano mosse per comprendere le problematiche è comunque ammirevole e doveroso; noi abbiamo apprezzato la tempestività. Nessuno ha manipolato nessuno, si è solo riacceso un dibattito sano e un dialogo tra cittadinanza e istituzioni in grado di poter generare modelli virtuosi, circostanza che ci auguriamo accada.

Grazie

Rinnoviamo a questo proposito la nostra massima fiducia nell’Arma dei Carabinieri, che gestisce le indagini. Difficile sarà risalire al responsabile dell’aggressione, ma le cause sono altre, sono in quell’omertà in strada che non ci ha permesso di individuare subito la persona e chiamare le forze dell’ordine in quel momento. L’indifferenza interessata dei vecchietti di Piazza Mirti e le risate dei ragazzoti che da li passavano sono eloquenti sull’immaturità di parte del tessuto sociale italiano. Badate, italiano, non di Centocelle, perchè qui le persone volenterose e solidali si sono mosse. La nostra sfortuna è stata che alle 10:15 circa del 30 dicembre 2020 attorno a noi ci fossero solo ignavi. Pazienza. Ciò che ne è derivato è stata la migliore conseguenza per noi che ne siamo usciti comunque indenni, cioè suscitare riflessione su un elemento di profondo allarme sociale come la sicurezza dei pedoni a Roma, capitale d’Italia, soprattutto se i pedoni hanno handicap visivo, aspetto sul quale anche il codice della strada si concentra con particolare attenzione. Ignoranti due volte.

In conclusione questa è la sede per rinnovare il ringraziamento a tutte le persone che ci sono state accanto ad ogni livello, dai singoli cittadini che hanno dimostrato sconcerto, alle istituzioni territoriali che hanno dimostrato solerzia, all’UIC che si è mossa in termini solidali, ala stampa che ne ha parlato e che ha colto il nostro stimolo per approfondire tale tematica.

In chiusura troverete una rassegna stampa di coloro che hanno rilanciato l’agenzia o approfondito, anticipatamente ringraziamo chi approfondirà in futuro queste tematiche. Nostra è la consapevolezza di dover lavorare a lungo affinché online e offline si possa recuperare il senso di umanità per valutare le cose per quelle che sono, ovvero gesti di tensione sociale che non aiutano persone svantaggiate come noi a vivere una vita ed una città sostenibile e degna.

Alessandro e Sonia.

Rassegna stampa

Nota bene: hanno rilanciato e trattato la vicenda le seguenti testate ed agenzie, alle quali esprimiamo gratitudine e che invitiamo ad approfondire le tematiche sociali e la conoscenza del mondo delle disabilità, che ribadiamo concernere milioni di cittadini italiani, come dimostra il Libro bianco sulle disabilità del 2019.

Ci perdoneranno quelle testate e siti di informazione che ci sono sfuggiti.

Follow up

Alla luce di quanto raccontato sinora, rispondendo alla migliore aspettativa di approfondimento da parte dei media delle tematiche poste, veniamo contattati da una giornalista di Roma Todai, Veronica Altimari – come anticipato nell’”avviso ai lettori “ posto in cima -, per una video intervista di approfondimento. Premettiamo che il suo pezzo ci ha molto ben impressionato per la linea seguita e per la professionalità di Veronica, che ringraziamo, come tutta la redazione, per la volontà dimostrata nel capire come si sia potuto arrivare ai fatti di dicembre.

Tutto, durante le riprese, è andato per il meglio , ma tra il nostro terrore e lo sconcerto della videomaker guardate Qui cosa ci è successo! Ciò succede tutti i giorni, questo rappresenta la nostra disabilità.

Le mafie ai tempi del Covid

Riprendo le attività del blog in questo 2021 – approfittando per fare gli auguri ai lettori di questo spazio, visto che siamo ancora al principio- proponendo la lettura di un articolo di Ilaria Mariotti Ottaviani sul rischio di inserimento della criminalità tra le pieghe della società e dell’economia grazie alle smagliature provocate dalla pandemia.

Accompagnata dalla lettura del saggio di Nicola Gratteri e Antonio Nicaso, “Ossigeno illegale “, l’autrice ribadisce quel che apparve subito chiaro dall’inizio della crisi covid, cioè che come una sostanza purulenta e con il più becero cinismo, l’apparato mafiogeno approfitti della crisi economica e sociale conseguente al coronavirus per alimentare il proprio, meschino, interesse.

“Non è la specie più forte o la più intelligente a sopravvivere ma quella che si adatta meglio al cambiamento“ .C. Darwin …

Le mafie ai tempi del Covid

Mancanze della politica assolutamente trasversali

Il 3 dic di ogni anno ricorre la giornata internazionale delle persone con disabilità, momento utile per riflettere sulle reali condizioni esistenziali e sull’effettiva applicazione delle tutele per milioni di donne ed uomini in tutto il mondo, Italia compresa.

Vi segnalo una nota a mia firma pubblicata sulla pagina facebook del Disability Pride che potete leggere nella versione originaria e per intero Qui .

Le riflessioni che seguono, oltre che dalla sentenza 152 del giugno 2020 della corte costituzionale, sono ispirate da Questo articolo Firmato da Dario Dongo sullo stato dell’accessibilità nel trasporto ferroviario italiano. Buona lettura.

“Partiamo da un dato di fatto: nel “Decreto agosto” le misure a sostegno della disabilità sono scarse, nel caso dei disabili lavoratori o di familiari lavoratori di disabili gravi, inesistenti, se non un aleatorio diritto al cosiddetto “smart working”. L’osservazione proviene da varie organizzazioni e le mancanze in Italia, si sa, sono croniche e ben sedimentate nel tempo. Modifiche ed integrazioni degli strumenti di sostegno sono arrivati con i successivi decreti, ma nonostante l tentativi, si può affermare che l’indirizzo sulle questioni riferite alle disabilità resta di tipo assistenziale, e si registrano fenomeni che indicano questa tendenza. Al di là delle scarse risorse investite in tal senso, la mancanza di visione degli interventi rappresenta la costante dell’agenda di governo in questa materia.

Molto ha fatto discutere, nelle scorse settimane, l’aumento delle pensioni di invalidità civile minime fino al cosiddetto “raggiungimento del milione”, per coloro che hanno il 100% di invalidità riconosciuta e rientrano negli indicatori ISEE. Questa, che potrebbe sembrare una scelta politica, in verità è dettata dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 152 dello scorso giugno, che rende illegittima la norma del 2001 che assegnava tale aumento alle persone con più di sessant’anni, oggi invece tale diritto è riconosciuto a tutti i maggiorenni.

La riflessione amara, già valida per tanti altri aspetti legati ai diritti civili,è che la politica deve adeguarsi a delle decisioni dell’Alta Corte, eludendo il proprio compito di governare le esigenze del corpo sociale, indirizzando con politiche efficaci lo sviluppo e il progresso del nostro Paese. Perché a ben vedere, se dovessimo contare le istanze pervenute alla politica dalle varie organizzazioni di disabili nel corso del tempo, si può dire che molto poco ascolto c’è stato.

Alcuni esempi? La scuola lamenta continuamente carenze strutturali, di attrezzature di sostegno e di personale adeguato per gli studenti con DSA o bisogni educativi speciali. Sull’assistenza tramite fondi speciali per non autosufficienti si è detto sopra. Di politiche per la disabilità attiva, attraverso il lavoro, nemmeno a parlarne. Di investimento sulle infrastrutture per l’accessibilità un recente articolo di Dario Dongo rende chiaro lo stato della situazione nel nostro Paese.

Le domande a riguardo sarebbero tante, ma in maniera trasversale ne pongo solo una ad eventuali interlocutori politici ed istituzionali: avete idea della portata sociale della disattenzione verso il mondo delle disabilità? Non voglio qui snocciolare numeri. Il rapporto INSTAT del dicembre 2019 è molto eloquente. Ma al margine di queste annotazioni e in una nuova “Giornata mondiale delle persone con Disabilità”, volevo sottolineare come per la politica non contano gli interessi di una fetta prossima al 9% della popolazione, indicando come in Italia esistono cittadini di seria A e cittadini di serie B, con il tacito azzeramento delle garanzie costituzionali contenute nell’articolo 3 della Carta e dei principi espressi nella Convenzione dell’ONU del 2006.

Non vorrei sembrare ripetitivo, ma questa disattenzione cronica e trasversale della classe dirigente, di ogni epoca recente e di ogni colore politico (al di là della tassonomia istituzionale che di tanto in tanto dedica alla disabilità un ministero) mi parrebbe configurarsi come violazione dei diritti umani.

In conclusione, l’invito che rivolgo agli interlocutori istituzionali e ai vari dirigenti pubblici e privati (perché anche le corresponsabilità, come nel caso dei trasporti, sono trasversali) è di gettare lo sguardo sul tessuto sociale italiano. Se vi soffermerete a guardare l’insieme al posto di limitarvi a vedere le singole criticità sulle quali porre delle pezze, vedrete un corpo sociale che richiede attenzione. Questa voce deve essere ascoltata, perchè il fatto che provenga dalla parte più fragile della società vi darebbe l’opportunità di risolvere, con le giuste politiche pubbliche (queste sconosciute), i problemi di gran parte della società italiana. Investire in accessibilità, cura domiciliare, integrazione lavoratva, inclusione scolastica e sociale migliora di gran lunga la stima che un popolo ha di sé. Non sarebbe forse il caso di affrontare in questo periodo di crisi tale sfida? L’obiettivo è costruire una società più giusta.”.

Nasce oggi… Anna Politkovskaja, la coraggiosa

Nell’anniversario della sua nascita, oggi avrebbe compiuto 62 anni,62 anni, ripropongo un articolo sulla biografia di una giornalista che si è sempre battuto per la dignità e la libertà di tutti

Chi si sente nel giusto non ha bisogno dell’anonimato.

«Bisogna essere disposti a sopportare molto per amore della libertà», affermava Anna Politkovskaja, giornalista e attivista per i diritti umani …

Anna Politkovskaja, la coraggiosa