Le mafie ai tempi del Covid

Riprendo le attività del blog in questo 2021 – approfittando per fare gli auguri ai lettori di questo spazio, visto che siamo ancora al principio- proponendo la lettura di un articolo di Ilaria Mariotti Ottaviani sul rischio di inserimento della criminalità tra le pieghe della società e dell’economia grazie alle smagliature provocate dalla pandemia.

Accompagnata dalla lettura del saggio di Nicola Gratteri e Antonio Nicaso, “Ossigeno illegale “, l’autrice ribadisce quel che apparve subito chiaro dall’inizio della crisi covid, cioè che come una sostanza purulenta e con il più becero cinismo, l’apparato mafiogeno approfitti della crisi economica e sociale conseguente al coronavirus per alimentare il proprio, meschino, interesse.

“Non è la specie più forte o la più intelligente a sopravvivere ma quella che si adatta meglio al cambiamento“ .C. Darwin …

Le mafie ai tempi del Covid

Nasce oggi… Anna Politkovskaja, la coraggiosa

Nell’anniversario della sua nascita, oggi avrebbe compiuto 62 anni,62 anni, ripropongo un articolo sulla biografia di una giornalista che si è sempre battuto per la dignità e la libertà di tutti

Chi si sente nel giusto non ha bisogno dell’anonimato.

«Bisogna essere disposti a sopportare molto per amore della libertà», affermava Anna Politkovskaja, giornalista e attivista per i diritti umani …

Anna Politkovskaja, la coraggiosa

A mano disarmata, il film.

Con un soggetto tratto dall’omonimo libro (recensito qui

https://oppostevisioni.wordpress.com/2020/05/08/il-coraggio-di-credere-nel-noi-a-mano-disarmata-il-libro/

), e sceneggiato dalla stessa Federica Angeli e Domitilla Di Pietro, il film descrive un esempio di ordinario eroismo in un’Italia che avverte la mancanza delle istituzioni, facendo emergere, ad esempio, l’inadempienza dello Stato che procura una scorta solo a Federica, lasciando scoperti i suoi famigliari, costruendo con vigorose pennellate il ritratto di un personaggio profondo e portatore di vera umanità.

Film: A mano disarmata, Italia, 2019, regia di Claudio Bonivento, una produzione Laser Digital Film in collaborazione con Rai Cinema, distribuito da Eagle Pictures, durata 107 minuti.

Cast (Personaggi principali): Claudia Gerini (Federica Angeli), Francesco Venditti (Massimo Coluzzi), Mirko Frezza (Calogero Costa), Francesco Pannofini (Riccarrdo Torrisi), Rodolfo Laganà (Rocco Costa), Gaetano Amato (Matteo Martella), Nini Salerno (Maresciallo), Giorgio Gobbi (Peppe), Emanuela Panelli (Chiara Colombo), Milena Mancini (Alessia Angeli), Maurizio Mattioli (Guido Serra), Massimo De Francovich (Egidio Angeli),

Trama: Cronista del quotidiano la Repubblica, nata e cresciuta ad Ostia, è stanca di assistere ai soprusi che la mafia locale (capitanata – nel film – dalla famiglia Costa, NDA) infligge ai suoi concittadini, e decide di applicare la sua competenza in materia di giornalismo d’inchiesta ad un’indagine sulla criminalità organizzata lungo il litorale romano. Le minacce non tardano ad arrivare, a Federica come alla sua famiglia: il marito Massimo, i tre figli, la sorella, la madre. La giornalista viene messa sotto scorta e la sua vita vede una profonda trasformazione, costretta a molte rinunce perché sottoposta alle continue minacce dei boss locali. A mano disarmata racconta la vera storia della giornalista e della donna Federica Angeli, traendo il soggetto interamente dal libro testimonianza da lei scritto nel 2018, vedendo solo cambiato qualche particolare, come lo pseudonimo Costa al posto della vera famiglia Spada. La storia poggia interamente sulle sue spalle solide, e le tante sfumature della coraggiosa Donna si susseguono sul viso dell’attrice, ripresa quasi sempre in primo piano ed evidenziando molto l’espressività dei suoi occhi. IL film si concentra sulle tre tappe fondamentali, come raccontate nel libro testimonianza: il boss che la minaccia, sperando di intimidirla, di conseguenze se non interrompe le sue inchieste; la sparatoria sotto casa sua alla quale Federica Angeli assiste, andando poi a deporre come unica testimone oculare; il cambiamento irreversibile della sua vita da quando va a denunciare, ritrovandosi in poche ore sotto scorta.

Recensione: il film diretto da Claudio Bonivento risulta una pellicola di impegno civile, ben interpretata, ma forse molto vicino ai canoni televisivi, come dimostrano le riprese molto strette e concentrate sui primi piani dei personaggi principali. Da questa pellicola emergono i tratti di una persona con un elevato senso civico e deontologia professionale, che le hanno impedito di voltarsi dall’altra parte anche quando le conseguenze sono diventate pesantissime per sé e i suoi cari. Claudia Gerini è risultata l’interprete più adatta per il ruolo di Federica Angeli, sia per una certa somiglianza fisica e per provenienza geografica, sia perché incarna un femminile combattivo e materno allo stesso tempo, una sensualità del tutto femminile abbinata ad una volontà e a una determinazione ben sedimentate. Dalla visione di questo film, a seguito della lettura del libro, devo riconoscere che da esso emerge, condensata nei tempi cinematografici, la profondità della protagonista, e il suo processo interiore di maturazione rispetto agli eventi che, sfuggendo dalla mera logica professionale, hanno invaso la sua vita personale. Una personalità profonda, molto dibattuta in relazione alle conseguenze delle scelte professionali sui suoi familiari, ma anche molto determinata ad andare fino in fondo. E soprattutto emerge il suo coraggio, racchiuso emblematicamente nel faccia a faccia con un esponente della famiglia criminale dove afferma con durezza e determinazione “tu, i miei figli non li tocchi, punto.”. Federica questo è, in fondo, una persona molto forte che si è caricata su di sé il peso di una comunità che soffre, facendo emergere tutte le brutture e le vessazioni perpetrate da gente senza scrupoli ed umanità. Una storia emblematica, nata dalla grande capacità di fare la cronista, di fare bene il suo mestiere, che ha però avuto positive ripercussioni su un intero territorio, nonostante le sofferenze vissute nei momenti di maggior pressione che gli Spada (alias Costa) hanno esercitato sulla sua esistenza, fino a quando la giustizia ha fatto il suo corso, assicurando pena certa a questi malfattori. Complessivamente un bel film, lo consiglio a tutti.

Una menzione merita anche la colonna sonora, firmata dal cantautore romano Mirkoeilcane con il brano “Da qui”, che restituisce bellezza musicale all’insieme del film; potete ascoltarlo qui.

https://oppostevisioni.wordpress.com/2020/05/10/da-qui-di-mirkoeilcane/

Se servisse, potete convincervi a vedere questa pellicola con il thrailer che trovate qui sotto

Il coraggio di credere nel Noi: “A Mano disarmata”, il libro.

Quando ti scegli un mestiere, come il giornalista, e cerchi di onorarlo con la deontologia e il coraggio dell’onestà, già hai vinto. Se sei donna e ti occupi di cronaca nella periferia romana, ti può capitare che quel coraggio e quella perizia nell’esercitare il mestiere devono esser veramente infiniti, perché da sola, l’onestà, non basta. Soprattutto se ti imbatti, con le tue inchieste, nelle più pericolose famiglie criminali del territorio, abituate a trattare le donne con inferiorità, a percepire i giornalisti come una minaccia. Federica Angeli ha dimostrato molto coraggio nell’affrontare tutto ciò all’interno di una delle periferie più difficili d’Italia, quella del litorale romano.

Il libro: Federica Angeli, A mano disarmata, 2018, Baldini&Castoldi, P. 384.

Trama: due spari nella notte, le finestre che si aprono e subito dopo un grido: «Tutti dentro, lo spettacolo è finito!» Siamo a Ostia, nel 2013, e tra gli abitanti di quei palazzi c’è anche Federica Angeli, cronista di nera per le pagine romane di «la Repubblica», che in quella periferia è nata e cresciuta. Da tempo si occupa dei clan locali e ha subito gravi minacce. Sa quindi come è fatta la paura, ma crede che l’altra faccia della paura sia il coraggio. Se i vicini rientrano obbedienti al comando del boss, lei decide di denunciare ciò che ha visto. Nessuna intimidazione fa vacillare la sua fede in un noi con cui condividere la lotta per la legalità. Federica Angeli ha ottenuto alcune vittorie giudiziarie, seppur faticose, con l’unica arma che possiede, la penna. In questa sua testimonianza racconta le tappe di una vera e propria sfida alla malavita, nel solco di un giornalismo nobile, illuminato di etica civile, che non compiace altro che la verità. L’autrice, nello svolgere con coerenza e puntualità il suo lavoro di cronista, non dimentica la sua dimensione di donna, di madre e di moglie contesa alla serenità famigliare che riesce magicamente a preservare, coinvolgendo i figli in un gioco alla guerra.

Federica Angeli (Roma 1975), cronista di nera e giudiziaria, scrive per «la Repubblica» dal 1998, dove è redattrice dal 2005. Dal 2013 vive sotto scorta dopo le minacce […]

Attenzione: informazioni tratte dal sito web della casa editrice del libro.

Recensione: il giornalismo d’inchiesta, in Italia, ci ha restituito grandi firme da sempre. Quando i bravi giornalisti sfidano il potere occulto delle mafie, non piegandosi mai ai ricatti, ancor più facili verso una donna, meritano l’attenzione di tutti, prima ancora che per il loro impegno professionale, per l’elevata etica nello svolgimento della loro funzione e per il senso civico reso alla società. Per questo La Angeli è stata insignita nel 2015 dal Presidente Mattarella dell’onorificenza di Ufficiale dell’ordine al merito della Repubblica Italiana. Per il suo lavoro di giornalista, encomiabile già da prima della pubblicazione di questo libro e dell’inchiesta nata nel 2013, ha ricevuto inoltre una dozzina di premi e riconoscimenti, tra i quali ricordo a titolo esemplificativo il Premio Donna dell’anno 2014 (consegnato dal municipio X di Roma) per un’inchiesta sulle attività illegali a Ostia, la Medaglia al Premio Bontà (consegnata dal presidente della repubblica Giorgio Napolitano nel dicembre 2014), il Premio Mario Francese per l’impegno contro la criminalità organizzata e il Premio di Articolo 21 come simbolo del giornalismo d’inchiesta italiano nel 2015, il Premio Falcone e Borsellino nel 2016

e il Premio indetto alla memoria di Daphne Caruana Galizia, per aver fatto sentire la voce della verità e della trasparenza nel 2017.

Durante la lettura del suo libro ho provato una profonda commozione per la naturalezza di questa Donna nell’affrontare l’ovvia battaglia , professionale ed umana, per la civiltà, ponendosi indiscutibilmente dalla parte del giusto, della Legalità, della collettività; anzi, stimolando questo sentimento di comunità (il “Noi” spesso richiamato tra le sue pagine), perduto ad Ostia decisamente sminuito, con una realtà sociale caratterizzata da una diffusa omertà sulle malefatte della famiglia Spada e di altri sodalizi criminali. Un libro che consiglio per chi vuole apprezzare il senso della parola coraggio e trovare linfa vitale per sostenere moralmente le proprie piccole e grandi battaglie. Si tratta di un testo che, assieme a pochi altri, andrebbe introdotto nelle scuole in un ipotetico e recuperato spazio dedicato all’educazione civica, per completare la formazione di buone cittadine e buoni cittadini, dediti all’onestà, al coraggio delle proprie idee, al senso di comunità e alla legalità, al di là di ogni difficoltà che questo percorso possa portare.

Per apprezzare la naturalezza e la spontaneità di Federica Angeli nel raccontare le traversie subite a seguito della sua coraggiosa denuncia, che ha portato alla pubblicazione di questa cronaca di giornalista sotto scorta, potete ascoltare (dal canale Youtube della stessa casa editrice) questo intervento durante una presentazione del libro.

In un certo qual modo, questa canzone di Caparezza ha accompagnato la lettura di questo libro.

https://oppostevisioni.wordpress.com/?p=407

NB: il libro di Federica Angeli, comprato in versione cartacea per sostenere concretamente il lavoro di una delle migliori giornaliste italiane di sempre, ho potuto ascoltarlo grazie al tempestivo – quasi coevo – lavoro di realizzazione della versione audiolibro a cura del Centro Nazionale del Libro Parlato “Francesco Fratta”, che offre questo servizio esclusivamente ai non vedenti. Ne esiste una versione commerciale, letta da Giusy Frallonardo, che potete trovare sulla piattaforma audible.it.