Teatri… Apertura in corso: il debutto.

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Sulla genesi del contenitore, ovvero la redazione che ospiterà tutti i contributi a Radio32.net, ho parlato qui.

Teatri, apertura in corso 1

In questo post invece vorrei dare degli imput, sviluppati poi sui vari canali della Radio. La trasmissione nasce inizialmente come summa di una serie di contributi e di fedd-back, come quelli di Katiuscia Torquati, Elisa Capo della Compagnia di teatro integrato Gli Imprevisti, (suggerita in redazione da Daniele Lauri e già ospite nella programmazione 2020 della Radio) e il Teatro Ghione, (Proposto in redazione da Egardo Reali), realtà culturale romana con la quale già Radio32 ha collaborato al tempo del #DisabilityPride2020 e nella stagione teatrale del 2020. Via via si sono poi concretizzati una serie di altri contatti, tra i quali quelli con Davide Enia, conosciuto durante il viaggio a Lampedusa, con l’ Associazione culturale Neon di Catania, per il quale ringrazio Eleonora Cannizaro, amica dai tempi universitari che ha condiviso con noi belle esperienze in ambito teatrale. Sonia inoltre ha recuperato un contatto lontanissimo nel tempo, con la danzatrice Luna Cenere, perchè ci è sembrato doveroso dare il punto di vista non solo di che fa ldrammaturgia e prosa, ma anche della danza, altra arte che nei teatri trova il naturale luogo di manifestazione al pubblico.

Teatri apertura in corso 2

Insomma, una redazione corale di questo programma, che non è stato solo merito nostro. Per questo ringraziamo Radio32 per il sostegno e l’ascolto, Roberto Dell’Aquila in primis per aver prestato la voce per la copertina, poi le redazioni di NVR,

I Cocciutissimi e, ovviamente, la nostra Redazione Madre, Accesso totale Maggiori feed-back e accompagnamenti li potete trovare a partire dai prossimi giorni sul

Sito della Radio sulla pagine FB, sul profilo Twitter e Instagram di Radio32.net.

Per riascoltare lo speciale realizzato con Sonia… 👇🏼

Teatri… apertura in corso! Trasmissione andata in onda su Radio32 il 27 marzo 2021 per la Giornata Mondiale del Teatro.

Radio32 con il mondo del teatro: parte la redazione di “un occhio a quei due”.

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Premesse

Nota è la mia collaborazione e quella di Sonia con Radio32.net, contributi che potete rintracciare nella Pagina dedicata ai podcast e sul blog CucinabiliVisioni, Ma il coinvolgimento nella programmazione e nelle varie redazioni è cresciuto nel tempo, fino a volerci proporre per un contenuto Alfa, che desse il via a dei contenuti Beta. Nella fase di ideazione dello speciale per la #GiornataMondialeDelTeatro ferma era l’intenzione di fare bene, e per vari motivi. Registrando lo Spot per lo speciale live di sabato 27 marzo, dal titolo Teatri… apertura in corso ci è apparso chiaro che si trattava del nostro debutto ufficiale in Radio come Redazione autonoma. Per spiegare questa fase creativa mi occorre procedere per gradi, rispondendo alle cinque domande, fondamento del giornalismo di ispirazione anglosassone, che nel mio caso mi darà l’opportunità di presentare meglio i nuovi contenuti che con Sonia andremo a proporre nella programmazione della radio.

Chi

La Redazione di Un occhio a quei Due… parte da uno stimolo mio e di Sonia, questo è evidente. Ma non siamo chiusi, anzi la prima puntata, l’esordio se volete, è stata realizzata con gli spunti e le riflessioni di Katiuscia Torquati di Roma, una studiosa ed osservatrice di arti dello spettacolo, esperta della correlazione tra lo spettacolo e l’accessibilità. Katiuscia ci accompagnerà in quei percorsi di questi temi, con un occhio sempre al sociale e alla disabilità, non solo come destinatari di progettualità, ma come parte attiva della società, con stimolo principale ovviamente il teatro. Poi c’è il coinvolgimento diretto alla regia di Edgardo Reali, responsabile di Radio32, progetto di IpseLab APS, Associazione romana che potete scoprire meglio qui, e di Daniele Lauri, amico, redattore di Accesso Totale e nostro cicerone nel progetto; e siamo aperti a tanti contributi dal di dentro e dal di fuori della Radio.

Grafica Teatri, apertura in corso

Cosa

Un occhio a quei Due… è un contenitore di tanti argomenti, costituito da vari podcast speciali che saranno le rubriche di tutta la redazione. I vari contributi poi confluiranno in un appuntamento mensile, dal titolo appunto Un Occhio a quei Due, che presenterà il meglio della produzione mensile, le rubriche fisse e ospiti in diretta.

Dove

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Ci potete riascoltare con lo speciale sul teatro e per le future pubblicazioni su vari canali come Apple Podcast, Spotify, Spreaker, Google Podcast, iHeartRadio, oltre che su www.radio32.net

Quando

I podcast speciali non hanno ad oggi una pubblicazione periodica, siamo ancora in fase di elaborazione. La puntata mensile sarà collocata nella parte finale del mese, quindi seguite i social della radio per restare aggiornati. Ci trovate su Facebook, Twitter, Instagram e Youtube.

Perchè

Questa è la parte, a mio avviso, più interessante. Del coinvolgimento di Katiuscia e della volontà di contribuire al progetto di IpseLab già ho detto in premessa. L’idea è di creare un mix tra musica (Reggae e cantautorato in particolare), imput dal mondo della cultura, voce al mondo del sociale, info su campagne su diritti civili, testimonianze su vita indipendente e autodeterminazione delle persone disabili. Una bella sfida vero? Le tematiche trovano ispirazione in questo blog e in La cucina in tutti i sensi ma si aprirà al circuito di contatti personali e che tramite la radio si vanno via via concretizzando. I temi della diversità, della cultura e dell’autodeterminazione, che sono spesso assenti dai palinsesti delle piccole radio web e sempre dai grandi media, mentre saranno centrali nella nostra redazione. Il progetto valorizza questi argomenti come centrali nella ideazione e scrittura dei contenuti. Sposando la linea editoriale di Radio32, ringraziamo Edgardo Reali e tutta IpseLab APS per il sostegno e l’opportunità. Reggae, autonomia domestica, teatro, alimentazione e cucina, diritti civili saranno i primi pilastri che costituiranno la programmazione sperimentale di questa nuova redazione. Ci diamo, dopo questo speciale, un paio di mesi per realizzare la versione base e strutturare le singole rubriche , ma può succedere la qualunque, quindi a risentirci presto sulle onde web di Radio32.

Follow up

Per approfondire le tematiche affrontate nello speciale sul teatro, punto di partenza, leggi questo post.

Sabato di attesa e spettacolo!

Grafica di Teatri, apertura in corso

Come accennato la settimana scorsa nel post sul vaccino eccomi ad un aggiornamento, ma sul sabato, non sul vaccino! Dal punto di vista degli effetti vaccinali nulla da segnalare. Se non fosse che il giorno stesso del vaccino siamo, del tutto casualmente e in assoluta buonafede da parte di tutti, incappati nel famigerato “contatto con il positivo”… Quindi siamo in una fase di attesa, conclamata la positività della persona anoi vicina, e il primo giorno d’aprile tampone molecolare. Per ora stiamo bene, anche troppo… Infatti non ci siamo fermati!

Con Radio32 durante la settimana abbiamo lavorato ad uno speciale per la Giornata mondiale del teatro dal titolo “Teatri… apertura in corso” e questo è lo spot realizzato per l’occasione…i

Teatri… apertura in corso

saremo in onda dalle ore 18:00, in compagnia di Eddi, Daniele e Katiuscia, per sentire le voci dal di dentro e capire come il mondo del teatro ha reagito al momento straordinario e come auspica la riapertura dei sipari.

Se ne va il terzo dei The Vailers: addio Bunny.

Bunny Wailer giovane

L’inizio di marzo del 2021, in ambito di reggaemusic, è stato segnato dalla morte di Bunny Wailer, torico fondatore, assieme a Bob Marley e Peter Tosh del gruppo reggae dei The Wailers, La figura di Bunny Wailer, detto anche Bunny Livingston, al secolo Nevill O’Reily Livingston, non ha trovato, per mia colpa, giusto spazio nel pezzo dedicato al Reggae. e avrebbe dovuto, anche perchè, il più giovane dei tre dei The Wailers, ha contribuito come cantante e percussionista a fondare il gruppo nel 1962, e parimenti di Bob e Peter – che cercavano un riscatto nella musica – ha rivoluzionato il panorama artistico giamaicano, contribuendo ad esportare la Reggaemusic nel mondo.

Bunny Wailer solista e adulto

Dal 1973 ha intrapreso una carriera pluridecennale come solista.

Si è spento il 2 marzo 2021 in ospedale a Kingston, per cause sanitarie non del tutto chiarite, anche se in passato fu colpito da ictus.

Grazie Bunny, grazie anche a te. La musica con le tue melodie e il tuo ritmo ha vissuto anni molto appassionanti.

Nuovi stimoli… questa volta sonori!

Ma a voi, cari blogger, non vi viene mai la curiosità di sapere che voce hanno gli altri avventori di WP? Bene, non mi sono minimamente posto il problema, ma Spreakermi presta il fianco per chi voglia levarsi questa curiosità!

Qui Potete ascoltare i primi 5 podcast musicali dal titolo “reggae dal divano”, molto sperimentali, dove sto cercando di prendere confidenza con questa nuova app e le imperfezioni sono tante… Ma sto imparando in fretta!

Presto anche il blog avrà la sua serie di podcast dedicati, ma nel mentre se volete curiosare e farmi sapere che ne pensate sarò molto felice.

Inoltre tutto questo mi offre la possibilità di riprendere un’attività, seppur mutata nel tempo, come fare la radio, o qualcosa di molto simile. State in campana! Ne sentirete delle belle!

Spunti didattici per combattere il cyberbullismo e il sessismo in rete

Giunti quasi all’inizio di un nuovo anno scolastico, alcune riflessioni e strumenti operativi per tentare di ricondurre le nuove generazioni ad un livello di consapevolezza, attraverso la didattica, rispetto all’uso consono degli strumenti web. Pur non essendo un operatore della formazione, trovo utile e molto interessante è il percorso proposto da Sara Marsico nell’articolo che segue e mi auguro che molti insegnanti attingano al manifesto di ParoleOstili per raggiungere un livello di comunicazione tale con le ragazze e i ragazzi al fine di instaurare un dialogo finalizzato al recupero del contatto con la realtà, che li ponga nella posizione di essere, prima ancora che buoni ed accorti utilizzatori delle parole e degli strumenti di internet, delle buone e dei buoni cittadini.

Continua il nostro Viaggio all’interno del Manifesto della comunicazione non ostile ed inclusiva, presentato al Quarto Convegno Nazionale di Parole_ …

Spunti didattici per combattere il cyberbullismo e il sessismo in rete

Riccardino: l’ultima sorpresa del Maestro Camilleri ai suoi lettori.

Copertina Riccardino

Premessa

Dire che Andrea Camilleri è stato un Maestro di assoluta genialità è banale; egli rappresenta una certezza della nostra letteratura contemporanea che con la sua scrittura, seppur di matrice culturale siciliana mai celata, racconta un Paese intero, vizi e virtù del suo popolo a partire dalla poi non tanto fantastica Vigata, nell’altrettanto verosimile provincia pirandelliana di Montelusa. Le sue storie non sono mai scontate. In quest’ultimo lavoro postumo, per volontà dello stesso Maestro e con uno stile definito “metaletterario”, ci regala un’ultima fatica del commissario più amato degli ultimi venticinque anni, divenuto poi un personaggio di culto grazie alle serie TV ispirate ai suoi romanzi e racconti. Per non cadere in errori nella descrizione delle impressioni derivanti dalla lettura di “Riccardino”, la recensione sarà in sintonia linguistica. Buona lettura.

Il libro

Andrea Camilleri, “Riccardino”, 2020, Sellerio, Palermo.

Trama

Il commissario deve sgrovigliare un nuovo caso, il suo ultimo. C’è stato un omicidio. La vittima è il giovane direttore della filiale vigatese della Banca Regionale. Testimoni dell’esecuzione sono tre amici intimi del morto. I quattro hanno condiviso tutto, persino il non condivisibile della vita familiare. Sono stati uno per tutti, tutti per uno: come quattro moschettieri. Il caso sembra di ovvia lettura. Ma contro ogni evidenza, e contro tutti, lui è arrivato alla conclusione che nulla è, in quell’omicidio, ciò che appare. Aguzza lo sguardo. Segue itinerari mentali irti. Analizza e connette. Allarga le indagini. Inciampa in un secondo delitto. La svolta è assicurata, eclatante e insospettabile. Si è ritrovato in una pensosa solitudine, Montalbano. Livia era lontana, lontanissima. Augello era assente, per motivi di famiglia. Il commissario ha avuto però la collaborazione intensa dell’anagrafologo Fazio. E ha usato spesso come spalla teatrale il fracassoso Catarella, con le sue sovreccitazioni reverenziali. Molte cose sgomentano i pensieri di Montalbano, in questo romanzo. Gli danno insofferenza, malessere, qualche tormentosa ossessione. Eppure il suo stile investigativo è sempre lo stesso, sorvegliatissimo, sfrontato: fra “sceneggiate”, “sfunnapedi”, “sconcichi”: giostre verbali e scatti sagaci, a sorpresa. Montalbano, come Personaggio del romanzo, ha dovuto sostenere un confronto impari con l’Attore che lo impersona in televisione (il “gemello” può contare su un pubblico assai più numeroso di quello del Personaggio letterario; e poi sa sempre quello che avviene dopo nella vicenda, mentre lui, Personaggio che consiste nella storia, deve di volta in volta improvvisare, azzardare e scommettersi). A non parlare dell’Autore ottantenne che sta scrivendo “la storia” che il Personaggio “sta vivendo”; e vorrebbe scriverla a modo suo: come romanzo. Montalbano vuole invece vivere la sua vita, in quanto vita. Lo scontro ha accenti pirandelliani.

“Questa ultima indagine di Montalbano, Camilleri l’ha scritta tra il 2004 e il 2005. L’ha linguisticamente rassettata nel 2016. Il vigatese è una lingua d’invenzione, viva e fantastica che, con il sostegno dei lettori, si è evoluta negli anni. La sua trama fonica è sempre più diventata un sistema coerente e coeso, con un dialetto che arriva a infiltrare fantasticamente l’italiano.”. Salvatore Silvano Nigro.

Recensione

Nu beddru sfunnapeti, conducendo verso l’epilogo la saga del commissario Montalbano, il Maestro lo ha riservato a noi lettori. In quest’ultimo romanzo, previsto, voluto e limato nel tempo, Andrea Camilleri è personalmente intervenuto nelle vicende vissute dal Commissario Salvo Montalbano, “amico di carta” ispiratore delle sue performance letterarie. Il nostro Commissario bello, con il carattere cammuriuso che si ritrova, invece tenta sempre di tirarsi darrè di fronte alle avances del suo amico importuno che da Roma interviene a gamba tesa in ogni momento delle sue indagini. E quando pare che lo scrittore ci mette tropo del suo, lui con poca gana e molta esasperazione tenta di ricondurre indagini e tono letterario ad un livello “normale”, seppur tutto è anormale in quest’indagine, nonostante la sbarlluccicante semplicità delle dinamiche tra i personaggi coinvolti. Certo la sorpresa non si capisce bene se ce la fa lo scrittore o il suo personaggio letterario. Forse quest’ultimo, un po’ soverchiato dall’impari paragone con il suo gemello televisivo, per usare un’espressione di Salvatore Silvano Nigro. O forse ce la riserva proprio l’Autore? Certo, a vedere la genesi e la storia non pubblica di questo romanzo, si direbbe che Camilleri voleva da tempo chiudere con Montalbano. Ma dal 2004 in poi, a parte questo rimasto chiuso nel cassetto per quindici anni e più, ha pubblicato altri numerosi romanzi dell’amatissimo Commissario di pubblica sicurezza vigatese. Qualcosa che ricordi lo stile di questo libro c’è già prima, in un racconto contenuto nella raccolta “Gli arancini di Montalbano” (1999), intitolato “Montalbano si rifiuta”, dove già sperimenta un dialogo tra il personaggio e il suo autore, con una dinamica non dissimile da quella che ritroviamo in quest’ultimo romanzo. Salvo Montalbano è forse infastidito, in alcuni tratti, dallo scrittore Camilleri, perché diventato ossessivo. Ma ogni possibile malinteso si risolve nei ventotto romanzi e varie raccolte dedicate ai casi che vedono il poliziotto vigatese protagonista. Non si tratta solo di gialli. Già come romanzi polizieschi hanno una connotazione particolarissima, quella che forse hanno reso celebre Camilleri in tutto il mondo: il contorno, inteso non tanto l’ambientazione, che nonostante sia inventata, descrive molto bene scorci di una Sicilia – e di un’Italia intera – non del tutto fantastica, anzi, molto reale. Ma propriamente il contorno, inteso come companatico , è la psicologia dei personaggi, Montalbano in testa, cercata, descritta e proposta al lettore dal compianto autore. Su questo non ci piove: il personaggio televisivo e le serie ispirate dai suoi scritti, nonostante l’occhio critico di Camilleri nella scrittura e nella definizione delle sceneggiature, non restituisce la profondità del Montalbano che è nella sua versione letteraria. Uno stronzo. E un po’ da stronzo ci accompagna verso l’ultima sorpresa, dove purtroppo si ha la consapevolezza che il bello ha sempre una sua fine, prima o poi. Grazie Maestro. Continueremo a tenerci compagnia attraverso le pagine del tuo commissario, e non solo.

Nota per l’accessibilità

Al margine volevo appuntare come la Sellerio, ma è in ottima compagnia, non si adegui ancora ai disposti di accessibilità dei formati delle sue pubblicazioni. Produrre infatti l’ultima opera postuma del Maestro Camilleri in una versione economica e una più complessa, con copertina rigida, non assolve la casa editrice siciliana da questa grande mancanza. Non voglio fare sterili polemiche. Ma mi chiedo, e lo chiedo alla Sellerio come alle altre major editoriali del Paese, perché non vi adeguate ad una legge dello Stato, Convenzione internazionale voluta dalle Nazioni Unite, e producete tempestivamente delle versioni accessibili ai ciechi delle novità editoriali? Anche in questo, le persone con disabilità (visiva in questo caso) sono cittadini di serie B, perché si devono inventare modi (scivolando di tanto in tanto, loro malgrado, nell’illecito) per poter avere il gusto di leggere tempestivamente un best seller di ultima uscita. Vi risparmio la pubblicazione di screan shot e quant’altro testimoni ciò che dico; ma se ho pagato – come tutti – un prezzo di copertina pieno per l’opera in cartaceo, perché negarmi la possibilità di accedere tempestivamente a questo contenuto? Eppure avevamo proposto di ripagare il prezzo di copertina (quindi due volte, con buona pace del principio di accomodamento ragionevole) per la copia accessibile in testo, magari un PDF non modificabile. Invece nulla, come al solito delusi e costretti alle vie traverse per leggere un libro. Comunque alla Sellerio stiano tranquilli, il prezzo giusto l’abbiamo pagato, le soluzioni trovate per leggere “Riccardino” ci è pesato in termini di morale. Perché? Per il semplice motivo che da un evento letterario, come la pubblicazione di un romanzo postumo di uno scrittore fondamentale per la nostra letteratura, abbiamo noi disabili della vista, come sempre fatto un passo indietro. A causa Dell’espressa sensibilità attorno alla cecità che Camilleri esplicitava di recente, da una casa editrice di approccio “meridiano” non ci aspettavamo tale silenzio, se non fosse altro per una questione di mero guadagno, tant’è vero che non si chiede la gratuità, ma l’accessibilità. Occorre ancora tanto interrogarsi sulla qualità morale anche degli editori, nel nostro Bel Paese.

Con buona pace dei cittadini di serie B, quello che non dovremmo ma purtroppo siamo.