Se ne va il terzo dei The Vailers: addio Bunny.

Bunny Wailer giovane

L’inizio di marzo del 2021, in ambito di reggaemusic, è stato segnato dalla morte di Bunny Wailer, torico fondatore, assieme a Bob Marley e Peter Tosh del gruppo reggae dei The Wailers, La figura di Bunny Wailer, detto anche Bunny Livingston, al secolo Nevill O’Reily Livingston, non ha trovato, per mia colpa, giusto spazio nel pezzo dedicato al Reggae. e avrebbe dovuto, anche perchè, il più giovane dei tre dei The Wailers, ha contribuito come cantante e percussionista a fondare il gruppo nel 1962, e parimenti di Bob e Peter – che cercavano un riscatto nella musica – ha rivoluzionato il panorama artistico giamaicano, contribuendo ad esportare la Reggaemusic nel mondo.

Bunny Wailer solista e adulto

Dal 1973 ha intrapreso una carriera pluridecennale come solista.

Si è spento il 2 marzo 2021 in ospedale a Kingston, per cause sanitarie non del tutto chiarite, anche se in passato fu colpito da ictus.

Grazie Bunny, grazie anche a te. La musica con le tue melodie e il tuo ritmo ha vissuto anni molto appassionanti.

Adio al fondatore del Reggae: muore Toots Hibbert

Toots Hibbert @

L’11 settembre scorso si è diffusa La notizia della morte di Frederick Nathaniel Toots Hibbert, a tutti noto come Toots Hibbert, Fondatore negli anni Sessanta di una delle band più attive nella musica giamaicana, i The Maytals, poi noti definitivamente al grande pubblico mondiale come Toots and the Maytals. Totts è una leggenda che lascia al mondo la definizione di “Reggae” nella discografia mondiale; fu il primo ad utilizzare il termine nel 1968 con il brano “Do the reggae”

e a far uscire la definizione dalla tradizione popolare giamaicana e riversarlo, con il carico di significati che poi ha comportato, nel nuovo genere che si affermava. Maggiori dettagli e curiosità in Un post a proposito delle origini del Reggae.

Giunti alla terza o quarta generazione di artisti, che hanno varcato altri orizzonti di sperimentazione musicale, con Toots muore uno degli ultimi padri, reale maker del movimento culturale, filosofico e musicale che poi con Bob Marley divenne mondiale dagli anni Settanta. La vitalità di questi artisti, anche dal punto di vista intellettuale, è indubbia. Toots Hibbert ha pubblicato in estate un suo ultimo lavoro, “Go to be tough” (Essere duro),

un autentico testamento spirituale.

Grazie Toots per le belle vibrazioni che ci hai regalato.

Girl & flower power: le donne al Festival di Woodstock

Bel pezzo sul raduno musicale più importante della storia recente dalle pagine web di VitamineVaganti. Interessante, come sempre, il taglio al femminile di quello che fu bene ricordarlo, un evento soprattutto musicale.

Al Festival di Woodstock, generazione dopo generazione, ognuno/a ha dato il proprio personale significato, la propria lettura dell’evento artistico …

Girl & flower power: le donne al Festival di Woodstock

Parentesi Musicali

Un assaggio d’estate e una giornata assolata in questo sabato pomeriggio, con la mente rivolta già alla domenica, mi agevolano il relax, ma non bloccano il pensiero. Per quanto riguarda il titolo di questo post piccolo piccolo presto ve ne darò spiegazione. La bellezza di questi due brani fanno da parentesi al rilassamento pomeridiano del sabato, momento della settimana che più adoro. 😎👋🏽

Ottant’anni di poesia. Auguri Francesco Guccini.

In queste ultime settimane, da quando OpposteVisioni è nato, sono vari gli stimoli musicali che hanno lasciato un segno. Ma grazie agli articoli di Andrea Zennaro da VitamineVaganti si è riacceso il gusto per l’ascolto di Francesco Guccini. Apro questo post con un brano, “i fichi”, che non è in linea con ciò che segue, ma che mi da l’occasione di festeggiare Francesco Guccini con la sua caratteristica che più adoro, l’ironia. Accompagnandomi alla lettura del pezzo di Andrea ho gustato La Canzone dei 12 mesi

che è un brano che ho ascoltato con più profondità grazie a Sonia, nel nostro primo periodo assieme. Forse il più poetico, quello che sicuramente aiuta l’analisi di Andrea Zennaro, considerando appunto lo scorrere del tempo nella sua poetica. La prospettiva che Andrea usa per la lettura della poetica del Guccio mi richiama anche un’altra canzone non citata da lui, che apre un album citato nel suo pezzo, ma per un altro brano. La canzone è “lettera”.

Ho riascoltato meglio un brano che mi era sfuggito, almeno ad un ascolto più attento, ovvero Piazza Alimonda.

E festeggio il poeta, che oggi taglia il traguardo degli Ottanta, con un suo brano che mi fa sentire ancora giovane e con la voglia di guardare il mondo con l’idea di cambiarlo.

Riascolto con piacere anche incontro

del 1973 ed “E un giorno “

del 2000 e scopro “e un altro giorno è andato”

del 1970 che, non avendo un’approfondita conoscenza discografica di Guccini, non conoscevo.

Se in apertura ho citato un brano sbarazzino, sempre in “D’amore, di morte e di altre sciocchezze”, chiudo con un questa playlist gucciniana in onore del suo compleano con un brano dell’ultimo album del 2012.

Buona domenica!

Nel ricordo dell’essenza di un concerto non visto.

Se si può attribuire un certo vantaggio all’età adulta, è quello di poter rivangare dei ricordi in maniera libera, affidandosi alla suggestione di quel ricordo e senza altre pretese. La scintilla, per ciò che segue è scattata al ricordo di Massimo Troisi e nel ricercare materiale sonoro che ispirasse la Playlistdi inizio mese su Pino Daniele.

Il 14 giugno del 1994 ero a ridosso degli esami di terza media, anche se ero nel gruppetto di quei scolari un po’ più grandi e coccolati, per una storia che ora non è il caso di ricordare. Ma oggi è 13! si, lo so, e parto nel ricordare il 13 giugno del 1994 proprio dal ricordo del mattino successivo, perché sentivo commentare da alcuni compagni di collegio del concerto della sera prima, un appuntamento straordinariamente importante per la città di Napoli.

Il 13 giugno 1994 infatti fece tappa allo stadio San Paolo il tour di quell’anno che si caratterizzò come evento musicale dell’anno, che vedeva sul palco tre mostri sacri della musica, allora all’apice della loro carriera, ovvero pino Daniele, Eros Ramazzotti e Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti. Non andai a quel concerto, ma lo ricordo come se ci fossi stato. Un po’ per la giovane età, ma non è questo il vero motivo. Molti ragazzi dell’istituto per ciechi che frequentavo vi erano stati, e io stesso avevo già marcato una serata musicale alcuni mesi prima. Scoprii poi che non andai perché non fu autorizzata l’uscita da mia madre, per un’atavica paura materna alla parola “Stadio”. Ma vi ripeto, la vicenda attorno alla mia assenza tra il pubblico di quella serata è un’altra storia. Vivo nella memoria è però il gran parlare su un commosso ricordo di Pino Daniele per Massimo Troisi, venuto a mancare pochi giorni prima, come testimonia questo video ripescato su Youtube.

Alla scomparsa del magico Pino Daniele quella data poi è tornata fuori prepotentemente nel ricordo del cantautore blues napoletano tracciato nel 2015 da Jovanotti, che potete leggere Qui e e che parla diffusamente di quello storico concerto.

Bello è ricordare un evento del genere, anche se lo hai solo sfiorato, perché in un colpo la memoria si spande su Pino Daniele, la prima adolescenza, Massimo Troisi e tante altre suggestioni. Buona giornata.

Francesco Guccini. Tra i portici cosce di mamma Bologna

Continua il percorso di Andrea Zennaro nella poetica del Guccio, assumendo in questo articolo il carattere del viaggio. Un viaggio nella Bologna abitata e vissuta dal poeta Francesco Guccini.

Sono varie le canzoni dedicate da Francesco Guccini alle città, da Venezia – «Venezia che muore, Venezia sdraiata sul mare, la dolce ossessione degli…

Francesco Guccini. Tra i portici cosce di mamma Bologna