Oasi della Canapa

Non potevo non segnalare, dopo il lungo post dedicato alla cannabis light delle scorse ore, Oasi della Canapa, una realtà che tratta numerosi prodotti riferiti alla cannabis legale, che potete visitare qui.

In premessa specifico che non si tratta di una segnalazione di tipo pubblicitario, ma trovandola nella categoria Blog e siti amici, si tratta di segnalare Oasi della Canapa di fatto come tale.

Mirco, il suo titolare, e tutto lo staff sono sempre presenti e gentili, molto competenti. La realtà segnalata è molto elevata dal punto di vista dello standard qualitativo. Delle infiorescenze agli oli, dagli alimenti alla cosmesi. Siano loro o di terzi, risalta l’accuratezza nella selezione, offrendo prodotti di elevatissima qualità.

Il sito è di facile utilizzo e le spedizioni sono sicure ed anonime. Segnalo anche la molteplicità di forme di pagamento, che rendono un buon servizio di e-commerce di questa realtà.

Dunque, che dire? Buona cannabis light con l’Oasi della Canapa!

Cronache di un vaccino

Jo mentre vengo vaccinato

Breve post, amiche ed amici, per aggiornarvi sulla personale esperienza di vaccinato anti-covid.

Chi sono

Chi mi segue già sa, ma un pó di outing non guasta. Residente nella regione Lazio, ho avuto la possibilità di prenotare il vaccino anti covid da mercoledì 17 marzo perchè cieco assoluto, codice d’esenzione c05. Dopo un pó di fibrillazione nelle prime ore del mattino, a metà giornata del 17 sono stato tra i primi, tant’è che la prima dose mi è stata prenota per oggi 20 marzo.

Il vaccino

Rientrando nella categoria delle persone vulnerabili, nonostante i miei 41 anni portati non benissimo, mi è stata assegnata la possibilità di vaccinarmi con il primo e più sicuro, il vaccino americano di Pfizer. Come potete vedere dalla fotografia di corredo all’articolo, la fiala al momento della somministrazione era stata appena aperta. Nella postazione di Santa Maria della pietà di Roma, centro vaccinale nella parte settentrionale della capitale, le postazioni erano varie. Ma le operazioni scorrevano anche con una certa fluidità. Al momento della somministrazione zero sensazioni. Zero dolore. Zero conseguenze, almeno fino ad ora, poche ore dopo l’iniezione.

Perchè vaccinarmi

A questo punto viene la parte più interessante… Perché vaccinarmi? Bene, molto semplice. Anche se le motivazioni sono varie. Prima di tutto, come non vedente, usando molto le mani sono esposto più facilmente ai contagi.per quanto attenzione io possa mettere, resta il fatto che il mondo lo scopro piuttosto che lo evito con le mani, automaticamente aumenta la possibilità di entrare in contatto con superfici contaminate. In secondo luogo, sono anche una persona ipertesa. Sulla pericolosità di questo virus negli effetti riferiti alla salute cardiovascolare tanto si è detto in terzo luogo, ma non per ultimo, ho deciso di vaccinarmi appena possibile per tutelare le persone attorno a me, compresa mia moglie (anche lei vaccinata oggi) perché asmatica; ma penso anche alla possibilità di tornare in Puglia, Mia regione di origine, Per fare visita ai miei anziani genitori malati, Che tra una cosa e l’altra non li vedo da quasi due anni. Metteteci che da più di tre anni non incontriamo amiche ed amici con gravi malattie autoimmuni, il quadro delle motivazioni e completo. Per concludere vi aggiornerò fino alla completa immunizzazione con cadenza settimanale, salvo, ovviamente spero di no, imprevisti…

Comunque, il tweet seguente riassume il mio stato d’animo! ☺️😉

A proposito del 30 dicembre scorso…

Noi che attteraversiamo

Avviso ai lettori

Questo post è stato redatto il 21 gennaio 2021, prima del contatto avuto con Veronica Altimari, giornalista di Roma Today per un approfondimento sui fatti del 30 dicembre 2020. Nel paragrafo “Follow up” di questo contributo, posto alla fine, potete vedere la video intervista curata dalla giornalista.

Premessa

Può capitare nel corso di un’esistenza di calcare il proscenio da protagonisti. A volte ciò succede malgrado la propria volontà e non sempre per motivi piacevoli. Quello che a noi è capitato il 30 dicembre scorso è uno di quegli eventi che ci saremmo tranquillamente evitati, soprattutto per lo stato di tensione che ne è derivato e che ora, lentamente, va riassorbendosi.

A distanza di più di tre settimane da quel fatto di cronaca, alla luce di alcuni “rumors”, ci sentiamo di dover approfondire e precisare alcuni aspetti conseguenti a quella vicenda.

No alla violenza

In primo luogo, come Sonia già ha specificato, prendiamo la massima distanza da commenti giustizialisti alla casereccia. La violenza da tastiera è un sentimento facile da far emergere, ma non ci appartiene, anzi riteniamo essere il substrato in cui cresce la violenza che poi esce dal virtuale e si riversa nelle nostre città e strade, provocando di conseguenza fatti come quello a noi occorso. Rivoltarsi ad un’ingiustizia con violenza non porta mai alla giustizia, ma ad ulteriore iniquità.

Vedere il dito…

In secondo luogo una precisazione su un aspetto, ruomors molto fastidioso percepito qui e li. I concetti di cecità e ipovisione, per l’italiano medio (alimentato dalle veline di tribunali e GDF, da certa stampa e da un sentimento giustizialista diffuso) sono intesi come estremi. Il Polo Nazionale di riabilitazione visiva, articolazione italiana della fondazione dell’OMS che si occupa di cecità e ipovisione, spiega Qui Bene questa distinzione. Sarebbe utile che le persone si documentassero e gli organi di stampa approfondissero, perché non è la prima volta che entrambi sollecitiamo i media su quest’aspetto. Denotare che una persona sappia usare il telefono giusto per fare un lancio da TG regionale per dire che è stata sospesa una pensione di invalidità è becera propaganda, come chi rimprovera a me o Sonia di aver dato indicazioni precise sulla dinamica dell’aggressione. Su quest’aspetto vorremmo precisare la più grossa delle banalità, ovvero che noialtri si è sviluppati altri sensi, non si patisce solo per quello che manca. Per quel poco che conta, qui nessuno si deve giustificare di un “motu manu” o di un residuo visivo inferiore al ventesimo di vista, oltretutto da un solo occhio. Vedere ombre, percepire delle sagome, distinguere al sole qualche colore e usare un video ingranditore per comprendere una scritta non vuol dire vederci. Il problema, cari detrattori malpensanti all’italiana, è che ci stavano mettendo sotto per una mancata precedenza ai pedoni, e peggio ancora pedoni ciechi, maggiormente tutelati dal codice della strada, oltre ad un’aggressione ad una donna (percepita come elemento perennemente debole della società), non quanto ci vede Alessandro, se Sonia ha percepito tre o quattro persone attorno, o cosa. Altrimenti, come sostiene sempre Sonia, “datemi la patente di guida, se non vi sta bene che riesco a non farmi mettere sotto per un residuo minimo di ombre”. Alessandro sostiene invece da tempo che “le persone disabili spesso sono migliori dei presunti “normodotati”, perchè affinano maggiori capacità di adattamento alle vicende della vita, anche quotidiana, dimostrando maggiore resilienza all’esistere, altro che soggetti deboli”. Che sia chiaro. Nel link sopra segnalato approfondite prima di riversare le vostre frustrazioni su una tastiera, ignoranti.

Noi con le istituzioni

Strumentalizzati…

Il terzo punto verte su quanto o meno siamo stati strumentalizzati. Bene, questo è l’aspetto più succoso, dal nostro punto di vista. Nessuno ci ha manipolati, anzi, forse si può dire che siamo stati efficaci noi nel suscitare un dibattito. Che l’Unione Italiana dei Ciechi abbia preso posizioni è più che naturale, perché di questi fatti in Italia ne succedono spesso ed è ovvio che l’organizzazione di difesa dei diritti e che monitora la loro mancata applicazione sui disabili della vista si sia mossa. A livello Nazionale come a livello locale.

Inoltre noi abbiamo parlato con le istituzioni, non con questo o quel politico di questo o quel partito. Se le istituzioni si sono esposte per un tornaconto di visibilità politica ad opera di amministratori attenti all’immagine più che alla gestione del territorio, tipico della bassa politicuccia, è un problema che non ci riguarda, lo vedremo come tutti, misurandolo con la qualità delle strade, dei marciapiede e degli attraversamenti. Ma che le istituzioni si siano mosse per comprendere le problematiche è comunque ammirevole e doveroso; noi abbiamo apprezzato la tempestività. Nessuno ha manipolato nessuno, si è solo riacceso un dibattito sano e un dialogo tra cittadinanza e istituzioni in grado di poter generare modelli virtuosi, circostanza che ci auguriamo accada.

Grazie

Rinnoviamo a questo proposito la nostra massima fiducia nell’Arma dei Carabinieri, che gestisce le indagini. Difficile sarà risalire al responsabile dell’aggressione, ma le cause sono altre, sono in quell’omertà in strada che non ci ha permesso di individuare subito la persona e chiamare le forze dell’ordine in quel momento. L’indifferenza interessata dei vecchietti di Piazza Mirti e le risate dei ragazzoti che da li passavano sono eloquenti sull’immaturità di parte del tessuto sociale italiano. Badate, italiano, non di Centocelle, perchè qui le persone volenterose e solidali si sono mosse. La nostra sfortuna è stata che alle 10:15 circa del 30 dicembre 2020 attorno a noi ci fossero solo ignavi. Pazienza. Ciò che ne è derivato è stata la migliore conseguenza per noi che ne siamo usciti comunque indenni, cioè suscitare riflessione su un elemento di profondo allarme sociale come la sicurezza dei pedoni a Roma, capitale d’Italia, soprattutto se i pedoni hanno handicap visivo, aspetto sul quale anche il codice della strada si concentra con particolare attenzione. Ignoranti due volte.

In conclusione questa è la sede per rinnovare il ringraziamento a tutte le persone che ci sono state accanto ad ogni livello, dai singoli cittadini che hanno dimostrato sconcerto, alle istituzioni territoriali che hanno dimostrato solerzia, all’UIC che si è mossa in termini solidali, ala stampa che ne ha parlato e che ha colto il nostro stimolo per approfondire tale tematica.

In chiusura troverete una rassegna stampa di coloro che hanno rilanciato l’agenzia o approfondito, anticipatamente ringraziamo chi approfondirà in futuro queste tematiche. Nostra è la consapevolezza di dover lavorare a lungo affinché online e offline si possa recuperare il senso di umanità per valutare le cose per quelle che sono, ovvero gesti di tensione sociale che non aiutano persone svantaggiate come noi a vivere una vita ed una città sostenibile e degna.

Alessandro e Sonia.

Rassegna stampa

Nota bene: hanno rilanciato e trattato la vicenda le seguenti testate ed agenzie, alle quali esprimiamo gratitudine e che invitiamo ad approfondire le tematiche sociali e la conoscenza del mondo delle disabilità, che ribadiamo concernere milioni di cittadini italiani, come dimostra il Libro bianco sulle disabilità del 2019.

Ci perdoneranno quelle testate e siti di informazione che ci sono sfuggiti.

Follow up

Alla luce di quanto raccontato sinora, rispondendo alla migliore aspettativa di approfondimento da parte dei media delle tematiche poste, veniamo contattati da una giornalista di Roma Todai, Veronica Altimari – come anticipato nell’”avviso ai lettori “ posto in cima -, per una video intervista di approfondimento. Premettiamo che il suo pezzo ci ha molto ben impressionato per la linea seguita e per la professionalità di Veronica, che ringraziamo, come tutta la redazione, per la volontà dimostrata nel capire come si sia potuto arrivare ai fatti di dicembre.

Tutto, durante le riprese, è andato per il meglio , ma tra il nostro terrore e lo sconcerto della videomaker guardate Qui cosa ci è successo! Ciò succede tutti i giorni, questo rappresenta la nostra disabilità.

Nuovi stimoli… questa volta sonori!

Ma a voi, cari blogger, non vi viene mai la curiosità di sapere che voce hanno gli altri avventori di WP? Bene, non mi sono minimamente posto il problema, ma Spreakermi presta il fianco per chi voglia levarsi questa curiosità!

Qui Potete ascoltare i primi 5 podcast musicali dal titolo “reggae dal divano”, molto sperimentali, dove sto cercando di prendere confidenza con questa nuova app e le imperfezioni sono tante… Ma sto imparando in fretta!

Presto anche il blog avrà la sua serie di podcast dedicati, ma nel mentre se volete curiosare e farmi sapere che ne pensate sarò molto felice.

Inoltre tutto questo mi offre la possibilità di riprendere un’attività, seppur mutata nel tempo, come fare la radio, o qualcosa di molto simile. State in campana! Ne sentirete delle belle!

Risotto zafferano e foglie di #cannabis

Piccolo ripasso di tipo culinario in occasione del #TwitterStorm #SpiniNelFianco dal blog CucinabiliVisioni

Come d’abitudine su questo blog prima di preparare un piatto insieme raccontiamo qualcosa ad esso collegato. Oggi il ricordo è lungo, nel personale …

Risotto zafferano e foglie di cannabis

Focaccia stupefacente

..e altre leccornie del tipo in elaborazione… 😋

Ecco la seconda ricetta dedicata alla disobbedienza casalinga, si perchè credo sia chiaro a tutti che le foglie che usiamo nelle nostre ricette sono …

Focaccia stupefacente

Pomeriggio tra #disabilitypride #IoColtivo e reggae dei #SEED

Durante la correzione del post su #IoColtivo mi parte la fase roots-dub.

Ai lettori del blog chiedo di seguire su Twitter ilAi lettori del blog chiedo di seguire su Twitter il DisabilityPrideItalia. Presto venne racconterò delle belle! Di seguito agevolo

https://twitter.com/DisabiliPride?s=12

Orecchiette crema di noci e speck

In effetti è una ricetta che mi riporta indietro con gli anni, essendo un mio cavallo di battaglia dai tempi universitari. Tanti capelli fa… 😏

Ieri sera con questo piatto siamo ritornati universitari, cominciando a parlare di feste, alcool, musica e vecchi e cari amici. È stato ad Urbino, ad…

Orecchiette crema di noci e speck